Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0286

Rompete le file!

organo quindicinale degli antimilitaristi; poi: quindicinale antimilitarista

  • Sottotitolo:
    • Organo quindicinale degli antimilitaristi.
    • Per il n. del 14 sett. 1913 (a. V, n. 10): Quindicinale Antimilitarista.
  • Motto: Sui n. del 1909 si legge: “La rivoluzione proletaria si farà non contro l’esercito ma coll’esercito” “Nostra patria il mondo intero”.
  • Luogo di pubblicazione:
    • Milano.
    • Dal n.u. del 29 ag. 1909: Bologna
    • [Dal 1 mag. 1910: Genova].
    • [Dal mag. 1912: Bologna].
  • Tipografia:
  • Durata: [mar. 1907 (a. I, n. 1)] 7 ag. 1909 (a. III, n. 5) — 14 sett. 1913 (a. V, n. 10).
  • Periodicità: Quindicinale.
  • Gerente:
    • Corrado Bertoni.
    • Dal n.u. del 29 ag. 1909: Enrico Pasquali.
    • Per il n. del 14 sett. 1913 (a. V, n. 10): Aldino Felicani, redattore resp.
  • Formato:
    • cm. 24 × 34.
    • Dal n.u. del 29 ag. 1909: cm. 28,3 × 38,5.
    • Per il n. del 14 sett. 1913 (a. V, n. 10): cm. 35 × 50.
  • Pagine: 4.
  • Colonne:
    • 3.
    • Per il n. del 14 sett. 1913 (a. V, n. 10): 4.

Uscì clandestino a Milano, per una decina di numeri fondato e diretto da Filippo Corridoni e Maria Rygier — nel mar. 1907. Stampato “alla macchia”, con mezzi rudimentali (collaboravano alla composizione del giornale, E. Mazzuccato, E. Rossoni e N. Giacomelli, oltre “un compagno tipografo disoccupato e possessore di una magica cassettina contenente caratteri, tamponi, e torchio”. 1. De Begnac, L’arcangelo sindacalista (Filippo Corridoni), Milano, 1943, p. 88), il Rompete le file! sosteneva un antimilitarismo ad oltranza, di chiara ispirazione herveista ma con un linguaggio “apocalittico” e di tale irruenza, che la Magistratura ne decretò, in breve, la soppressione. (L’on. Felice Santini, aveva addirittura presentato una interpellanza alla Camera, per chiedere “provvedimenti energici contro il giornale e i suoi redattori”. T. Masotti, Corridoni, Milano 1932, p. 27). Corridoni arrestato, fu condannato a quattro anni di reclusione, anche se per effetto di una sopraggiunta amnistia, veniva rimesso in libertà dopo pochi mesi di carcere; mentre non diversa sorte subiva la Rygier, processata e condannata, nel febb. 1908, avendo dovuto rispondere di ben 22 articoli incriminati, pubblicati sul periodico.

Al giornale si tentò di ridare vita nel 1909, sempre a Milano, ove ne uscirono alcuni numeri (almeno 5), per i tipi di E. Zerboni. Ma nell’ag. dello stesso anno, la redazione ritenne opportuno trasferirsi a Bologna, ove poteva contare sull’appoggio di un consistente nucleo di anarchici, attivi ed influenti all’interno del movimento operaio e della stessa Camera del Lavoro. Dopo una nuova interruzione di qualche mese, riprese le pubblicazioni a Genova come supplemento de La Pace, il 1 mag. 1910. Redattrice principale era ancora M. Rygier; ma anche P. Gori, L. Fabbri, Gustavo Hervé, Paolo Orano, Amilcare Cipriani, Ezio Bartalini e Fanny Dal Ry, avevano garantito la loro collaborazione al giornale. Cf. Il Libertario (Spezia), a. VIII, n. 344 del 28 apr. 1910, nella rubr. Comunicati. A Genova proseguì le pubblicazioni per oltre un anno, essendo ancora in vita nel lug. 1911. Cf. Germinai! (Ancona), 23 lug. 1911: “Il Rompete le file! , supplemento de La Pace, è un giornalino di propaganda elementare contro il militarismo. Costa un centesimo la copia, ma dev’essere distribuito gratis…”. Fu probabilmente l’arresto di M. Rygier, nel nov. di quell’anno, a comportare una nuova interruzione nelle pubblicazioni del periodico, che riapparve, tuttavia, nel mag. 1912, a Bologna, per iniziativa di Aldino Felicani, un giovane da poco passato dal sindacalismo rivoluzionario all’anarchismo.

Dalle colonne del giornale, Felicani svolse subito una intensa campagna in favore di Maria Rygier e di Augusto Masetti, il muratore di S. Giovanni in Persiceto, divenuto col suo atto di insubordinazione (il 30 ott. 1911, nella caserma Cialdini di Bologna, aveva, come noto, sparato contro il colonnello Stroppa), il simbolo della lotta contro il militarismo e contro la politica guerrafondaia del governo Giolitti. Frequentemente incriminato il foglio venne da ultimo sopresso dalle autorità (fine del 1913) e lo stesso Felicani fu costretto, per sfuggire all’arresto, a riparare in America. Cf., per quest’ultima serie del periodico, l’interessante testimonianza di A. Felicani, Lettera ad Alba Genisio (datata: Cleveland, Ohio, apr. 1914), in Controcorrente” (Boston), n.s. n. 41 (mar.-apr. 1964), p. 9 sqq. che riproduce anche, la “circolare annuncio” del giornale, diffusa nel mag. 1912.


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

FN: G. (Possiede: a. III, n. 5 (7 ag. 1909), il n.u. del 29 ag. e i n. 9-12, dal 15 ott. al 10 dic.; a. V, n. 10, del 14 sett. 1913).
BU: Giornali, 53. (Possiede il solo n. 10, a. V).

Bibl. G. Cerrito, L’antimilitarismo anarchico in Italia nel primo ventennio del secolo, Pistoia 1968, p. 14 sqq.


Complementi

 Collegamenti agli archivi
Servizio bibliotecario nazionale:  http://id.sbn.it/bid/LO10778564
Biblioteca Franco Serantini:  http://www.bfscollezionidigitali.org/oggetti/19602-rompete-le-file-giornale-quindicinale-antimilitarista

Anche: questo titolo sulla RebAl (Rete della Biblioteche Anarchiche e Libertarie)

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