Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0873

L’Agitatore

giornale socialista

  • Sottotitolo: Giornale socialista.
  • Luogo di pubblicazione: Lugano.
  • Tipografia: Lugano, Tipolit. F. Cortesi.
  • Durata: 20 ag. 1875 (a. I, n. 1) — 20 ott. 1875 (a. I, n. 5).
  • Periodicità: « … si pubblica, per ora, 3 volte al mese ».
  • Direttore: [Tito Zanardelli e Ludovico Nabruzzi].
  • Formato: cm. 28 × 39.
  • Pagine: 4.
  • Colonne: 3.

Nel secondo semestre del 1875, fra gli internazionalisti allora presenti nel Ticino, cominciarono a manifestarsi i primi sintomi di un atteggiamento critico nei confronti del « vecchio indirizzo » rivoluzionario, di stampo bakuniniano, che ispirava la condotta politica sia dei giurassiani, sia degli internazionalisti italiani, legati a Malatesta e Cafiero. Principali ispiratori di questa corrente « revisionista », che sosteneva la necessità di dare all’Internazionale un indirizzo nuovo, partendo da una « critica ai passati errori », erano Tito Zanardelli, già collaboratore di Cafiero alla Campana di Napoli, nell’inverno del 1872 e il ravennate Ludovico Nabruzzi. Attorno a loro si era raccolto un gruppo di dissidenti — fra i quali il ticinese Agostino Imperatori, ex-garibaldino a Calatafimi — che il 20 nov. di quell’anno, costituiva la « sezione del Ceresio », definitivamente sparita meno di due anni dopo, ma la cui attività suscitò vivaci polemiche, durante l’ultimo scorcio del 1875 e nel corso di tutto l’anno successivo.

È a questo gruppo che si deve la pubblicazione, a Lugano, del periodico L’Agitatore, un foglio di notevole interesse, per ricostruire, nelle sue fasi, il processo di slittamento verso posizioni nettamente antibakuniniste e di tipo legalitario e trade-unionista, seguito dai due italiani separatisti.

Il foglio luganese si presentava infatti, con un programma di schietto indirizzo rivoluzionario, che in nulla lasciava presagire la rapida involuzione legalitaria, verificatasi nei mesi immediatamente successivi, del suo gruppo editore. Dichiarava infatti di non ammettere nessun codice e nessun governo, avendo fede solo nell’assetto spontaneo dell’umanità: si pronunciava « per il lavoro emancipato, l’abolizione della eredità e la proprietà collettiva», concludendo, infine, che «in quanto ai mezzi … ogni via crede buona, ma preferisce la più diritta, la più corta e la meno intrisa di sangue », ossia « quella negativa della demolizione». (Cf. Programma, n. 1, del 20 ag.). Nei n. successivi troviamo ampi resoconti dei processi in corso di svolgimento, in Italia, contro gli internazionalisti, ed in particolare del processo di Bologna, di cui è pubblicato (n. 2, del 1 sett.) un riepilogo degli atti di accusa e la lista dettagliata degli imputati. Nel n. successivo, inoltre, è dato risalto alle dichiarazioni di Luigi Castellazzo in difesa dell’Anarchia, al processo dell’Internazionale a Firenze. (Vd. L’Anarchia difesa innanzi alla Monarchia, n. 3, del 12 sett.). Commentando la sentenza di assoluzione con cui si era concluso quest’ultimo processo, i redattori si domandavano poi, se « fu atto di giustizia » o se piuttosto, non fu « calcolo di aritmetica borghese, speculazione di furbo che da il poco per ricevere il molto », concludendo che « noi, come noi, vorremmo credere al meglio; ma dobbiamo essere invece dell’ultimo avviso » (Cf. L’Assoluzione, ibid.).

In altre parti del giornale, troviamo pubblicate notizie del movimento rivoluzionario; una critica alle Società di Mutuo Soccorso, definite « la più stolta e malevola applicazione del principio di Associazione » (n. 2, del 1 sett.); un attacco a De Gubernatis (Apostasie, n. 1, del 20 ag.) e financo dei brani letterari, fra cui due poesie di Giacinto Stiantelli, qui chiamato «il nostro bravo poeta antiborghese» (Vd. La canzone dell’odio, n. 4, del 29 sett. e Avanti, n. 5, del 20 ott.).

Interessante da seguire, è infine la polemica per il « caso Terzaghi » — il noto provocatore, già additato come tale da Cafiero, fin dal 1873 — di fronte alla quale i redattori assunsero comunque, una posizione di apparente neutralità, annunciando che avrebbero concesso spazio solo ad eventuali testimonianze documentate e cestinato gli interventi inficiati di personalismi, che solo « danno armi in mano ai nostri nemici » (Cf. Vertenza Terzaghi, n. 3, del 12 sett.).

Col quinto n. L’Agitatore cessò le pubblicazioni, perchè — si legge in una lettera inviata nell’ott. 1876 dalla sezione di Bellinzona alle sezioni della federazione giurassiana e pubblicata su Il Risveglio di Ginevra del 1 mag. 1927 — « i socialisti italiani, essendosi accorti dello scopo del giornale, lo rifiutarono ». Poco dopo tuttavia, i redattori del periodico davano alle stampe L’Almanacco del proletario pel 1876 (Lugano, Tip. Ajani e Berrà), dove, senza reticenze, veniva chiarito l’indirizzo — favorevole all’Internazionale di Londra — dei separatisti ticinesi (cf., ivi, L’organizzazione dell’Internazionale in Italia, pp. 35-43).


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

Bellinzona, AC: Emeroteca: 1 A.
BA: Fondo Fabbri, n. 207. (Possiede i n. 1 e 3, del 20 ag. e 12 sett.).
MF: P.i. c. 137. (Fotocopia, n. 1-5).

Bibl. — Un’ampia analisi del giornale e dell’attività della Ceresio, è oggi in R. Broggini, Un gruppo internazionalista dissidente: la sezione del Ceresio, in « Anarchismo e Socialismo in Italia (1872-1892). Atti del convegno di studi «Marxisti e riministi ». Rimini 19-21 ott. 1972, Roma 1973, pp. 187-199 (segue appendice documentaria, pp. 200-208). Un rapido accenno al foglio luganese ed al ruolo giocato particolarmente da Benoît Malon, nell’imprimere un orientamento nettamente antibakuniniano al gruppetto del Ceresio, in G. Pedroli, Il socialismo nella Svizzera italiana (1880-1922), Milano 1963, p. 36. I


Complementi

 Collegamenti agli archivi
Servizio bibliotecario nazionale:  http://id.sbn.it/bid/UBO3495060
Biblioteca Franco Serantini:  http://bfsopac.org/cgi-bin/koha/opac-detail.pl?biblionumber=35979

Anche: questo titolo sulla RebAl (Rete della Biblioteche Anarchiche e Libertarie)

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