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Bettini-0781

Germinal

pubblicato a cura di alcuni anarchici in Londra


Durata: 1903 (n.u., 1 mag.)


Scheda elaborata da L. Bettini:

  • Sottotitolo: Pubblicato a cura di alcuni anarchici in Londra.
  • Motto: «Noi non edifichiamo, noi demoliamo; noi non annunziamo alcuna nuova rivelazione, ma distruggiamo le antiche menzogne» A. Herzen.
  • Luogo di pubblicazione: Londra.
  • Tipografia: «Printed for the Publisher at the “Société Internationale d’Edition”, 12, Dean Street, Soho, London W.».
  • Durata: 1 mag. 1903.
  • Periodicità: «Numero unico d’occasione».
  • Gerente: «Published by F. Zanella, 3, Attave Street, London W.C.».
  • Formato: cm. 28,5 × 44,7.
  • Pagine: 4.
  • Colonne: 3.

IISG.


Numero unico diffuso in occasione del 1º Maggio, «per libera iniziativa di alcuni anarchici residenti in Londra», a tendenza fortemente antiorganizzatrice o, com’essi dicevano, «diversa da quella che seguono gli altri compagni di qui». Cf. il redazionale Ai Compagni!. La ricorrenza del 1º Maggio, pertanto, costituiva solo il pretesto per un intervento polemico contro i metodi tattici delle correnti organizzate del movimento anarchico, che, come noto, dopo Capolago si attendevano proprio da tale data l’occasione per far scoppiare la scintilla insurrezionale. «Lungi da noi l’idea che il Primo Maggio possa essere il giorno che darà principio alla rivoluzione sociale — si legge nel fondo di A. Antonelli, Primo Maggio — poiché rivoluzioni a scadenza fissa non sono possibili». E più avanti, a proposito del preteso carattere rivoluzionario, attribuito all’annuale ricorrenza: «Che cosa può importare al vampiro borghese se un giorno il proletariato vuol divertirsi a spiegare come un esercito in parata le sue forze, quando esso sa che l’indomani, il 2 maggio, questo proletariato ritornerà irremissibilmente più pecora di prima, a curvarsi sotto il suo giogo?». Cf., anche «Crastinus» [Silvio Corio], La Manifestazione del Primo di Maggio.

La polemica coi «primomaggisti» (il termine, fortemente ironico, era stato coniato da Paolo Schicchi, già all’indomani del Congresso di Capolago), ovviamente offriva ai redattori lo spunto per una più ampia dichiarazione di principi e per considerazioni su problemi d’ordine diverso, non escluso lo sciopero generale, giudicato inutile se applicato solo per rivendicazioni parziali: «anche riuscendo vittorioso non cambia in nulla l’attuale ordinamento sociale, nè migliora le condizioni politiche ed economiche dei lavoratori»; al contrario esso deve essere «un mezzo rivoluzionario, anzi la rivoluzione stessa, poiché la diserzione dal lavoro deve essere seguita dall’espropriazione e da tutti quei mezzi richiesti dalla necessità del momento». Vd. «Aristarco Samio», Dopo la disfatta.

A proposito degli attentati individuali, si veda invece, Una polemica fra Henry e Malatesta, in cui vengono riesumati i punti centrali della nota polemica sul ravacholismo, svoltasi nel 1892, fra il rivoluzionario italiano e il suo contradditore, sulle colonne dell’organo anarchico parigino L’endehors. (Per maggiori dettagli su tale argomento, vd. E. Zoccoli, L’Anarchia, Milano [1944], p. 379, n. 1; L. Fabbri, Malatesta. L’uomo e il pensiero, Napoli 1951, p. 142.


 


 Collegamenti agli archivi
Biblioteca Franco Serantini:  http://bfsopac.org/cgi-bin/koha/opac-detail.pl?biblionumber=34381
International Institute of Social History (IISG, Amsterdam):  https://hdl.handle.net/10622/CEB86BEC-DA07-4014-B029-B3298AC3C45E


Anche: questo titolo sulla RebAl (Rete della Biblioteche Anarchiche e Libertarie)

Red. della scheda: Leonardo Bettini