Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0781

Germinal

pubblicato a cura di alcuni anarchici in Londra

  • Sottotitolo: Pubblicato a cura di alcuni anarchici in Londra.
  • Motto: « Noi non edifichiamo, noi demoliamo; noi non annunziamo alcuna nuova rivelazione, ma distruggiamo le antiche menzogne » A. Herzen.
  • Luogo di pubblicazione: Londra.
  • Tipografia: « Printed for the Publisher at the “Société Internationale d’Edition”, 12, Dean Street, Soho, London W. ».
  • Durata: 1 mag. 1903.
  • Periodicità: « Numero unico d’occasione ».
  • Gerente: « Published by F. Zanella, 3, Attave Street, London W.C. ».
  • Formato: cm. 28,5 × 44,7.
  • Pagine: 4.
  • Colonne: 3.

Numero unico diffuso in occasione del 1° Maggio, « per libera iniziativa di alcuni anarchici residenti in Londra », a tendenza fortemente antiorganizzatrice o, com’essi dicevano, « diversa da quella che seguono gli altri compagni di qui ». Cf. il redazionale Ai Compagni!. La ricorrenza del 1° Maggio, pertanto, costituiva solo il pretesto per un intervento polemico contro i metodi tattici delle correnti organizzate del movimento anarchico, che, come noto, dopo Capolago si attendevano proprio da tale data l’occasione per far scoppiare la scintilla insurrezionale. « Lungi da noi l’idea che il Primo Maggio possa essere il giorno che darà principio alla rivoluzione sociale — si legge nel fondo di A. Antonelli, Primo Maggio — poiché rivoluzioni a scadenza fissa non sono possibili ». E più avanti, a proposito del preteso carattere rivoluzionario, attribuito all’annuale ricorrenza: « Che cosa può importare al vampiro borghese se un giorno il proletariato vuol divertirsi a spiegare come un esercito in parata le sue forze, quando esso sa che l’indomani, il 2 maggio, questo proletariato ritornerà irremissibilmente più pecora di prima, a curvarsi sotto il suo giogo? ». Cf., anche « Crastinus » [Silvio Corio], La Manifestazione del Primo di Maggio.

La polemica coi « primomaggisti » (il termine, fortemente ironico, era stato coniato da Paolo Schicchi, già all’indomani del Congresso di Capolago), ovviamente offriva ai redattori lo spunto per una più ampia dichiarazione di principi e per considerazioni su problemi d’ordine diverso, non escluso lo sciopero generale, giudicato inutile se applicato solo per rivendicazioni parziali: « anche riuscendo vittorioso non cambia in nulla l’attuale ordinamento sociale, nè migliora le condizioni politiche ed economiche dei lavoratori»; al contrario esso deve essere « un mezzo rivoluzionario, anzi la rivoluzione stessa, poiché la diserzione dal lavoro deve essere seguita dall’espropriazione e da tutti quei mezzi richiesti dalla necessità del momento ». Vd. « Aristarco Samio », Dopo la disfatta.

A proposito degli attentati individuali, si veda invece, Una polemica fra Henry e Malatesta, in cui vengono riesumati i punti centrali della nota polemica sul ravacholismo, svoltasi nel 1892, fra il rivoluzionario italiano e il suo contradditore, sulle colonne dell’organo anarchico parigino L’endehors. (Per maggiori dettagli su tale argomento, vd. E. Zoccoli, L’Anarchia, Milano [1944], p. 379, n. 1; L. Fabbri, Malatesta. L’uomo e il pensiero, Napoli 1951, p. 142.


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

I.I.S.G.


Complementi

 Collegamenti agli archivi
Biblioteca Franco Serantini:  http://bfsopac.org/cgi-bin/koha/opac-detail.pl?biblionumber=34381

Anche: questo titolo sulla RebAl (Rete della Biblioteche Anarchiche e Libertarie)

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