Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0425

Pagine libertarie

rivista quindicinale, rivista quindicinale di critica et di coltura

  • Sottotitolo: Rivista quindicinale [in copertina: Rivista quindicinale di critica e di coltura].
  • Luogo di pubblicazione: Milano.
  • Tipografia: Milano, Tip. E. Zerboni.
  • Durata: 16 giu. 1921 (a. I, n. 1) — 15 febb. 1923 (a. III, n. 2).
  • Periodicità: Quindicinale.
  • Direttore: Carlo Molaschi.
  • Gerente: Raffaele Sclaudi, redattore responsabile.
  • Formato: cm. 17 × 24.
  • Pagine: 16; poi, 32.
  • Colonne: 2.

Cessate le pubblicazioni di Nichilismo (vd.), in seguito a sopravvenuti dissensi fra compilatori e collaboratori, relativamente al contenuto ed alla linea programmatica del periodico, lo stesso gruppo redattore dava vita alla rivista Pagine Libertarie. “Col cambiamento di titolo — si legge nell’articolo di presentazione — non annunciamo alcun nuovo programma. I compilatori di “Pagine Libertarie” sono ancora quelli di “Nichilismo” ed ognuno sa quali siano i loro convincimenti. Essi non sono attaccati al dogma teorico. Considerano l’anarchismo come una filosofia di vita e considerano gli anarchici come degli uomini reali che vivono nella vita d’ogni giorno e perciò composti di bene e di male come tutti gli altri uomini” (Da “Nichilismo” a “Pagine Libertarie”, a. I, n. 1, del 16 giu. 1921).

In realtà l’impostazione teorica dei due periodici, fu sostanzialmente diversa, in conseguenza del progressivo allontanamento di Molaschi dall’originaria posizione individualista (giudicata ora “a-rivoluzionaria”), fino all’accettazione del Programma dell’U.A.I., di cui sostiene ora la linea politica. Sollecitato da più parti a chiarire la propria posizione (“… gli amici insistono, vogliono l’atto di fede, vogliono sapere il perchè e il come…”), C. Molaschi diede infine ragione del suo mutamento d’indirizzo, pubblicando una sorta di memoriale, nel quale tracciava la storia della propria evoluzione interiore e forniva inoltre i motivi che l’avevano indotto ad abbandonare le teorie individualistiche: “Cominciò il mio distacco dagli altri pochi individualisti anarchici che fino allora m’erano stati compagni di fede e di battaglia. II dissidio era nato e s’approfondiva sempre più. Essi rimanevano inerti sulla teoria, io volevo procedere oltre, verso la realtà. Cominciavo a domandarmi se non fosse meglio spogliarsi dell’assoluto, della fredda negazione per frammischiarsi alle masse e tentare l’opera di educazione necessaria per preparare un mondo nuovo. La distruzione pura e semplice era un buon argomento filosofico, ma di fronte alla realtà della vita si frantumava come s’era frantumato il superuomo”. Cf. Dal Superuomo all’Umanità, a. II, n. 1 (15 genn. 1922), pp. 19-23. Per le idee espresse da Pagine Libertarie, è invece sufficiente: C. Molaschi, La “nostra tesi’’, a. I, n. 9 (25 nov. 1921), p. 173 sq.

Fra i collaboratori della rivista sono, in particolare, da ricordare: Luigi Fabbri: L’assurda pretesa comunista, a. I, n. 11 (25 dic. 1921); Il movimento d’idee in Italia nel 1920, a. II, n. 4 e 5 (18 mar. e 8 apr. 1922); Anarchismo o Statalismo?, a. II, n. 7 (30 mag.1922); Malinconie retrospettive, a. III, n. 2 (15 febb. 1923); Camillo Bemeri (che nel corso degli ultimi n. curò anche una rubrica di Consulenza bibliografica)’. Il ritorno alla natura, a. I, n. 3 (20 lug. 1921); Il più tipico paradosso di G. G. Rousseau, a. I, n. 4 e 5; Una catena: l’abitudine, a. I, n. 9 (15 nov. 1921); Risposta a Mario Mariani, a. II, n. 5 (8 apr. 1922); Victor Hugo, a. II, n. 6 (1 mag. 1922); L’inconsistenza dell’immoralismo, a. II, n. 7 (30 mag. 1922); La crisi della Scuola Moderna e II mio zibaldone, a. III, n. 2 (15 febb. 1923). Contributi diversi inviarono, inoltre, Gigi Damiani (“Simplicio”); Ottorino Manni; Renzo Novatore etc. Di C. Molaschi è ancora da ricordare: Attentati ed attentatori, dal 5 ag. 1921 (a. I, n. 4) al 5 febb. 1922 (a. II, n. 2), in cui è tracciata la storia del terrorismo anarchico fino al caso Bresci. In Appendice, dal 5 ag. 1921 (a. I, n. 4) all’8 apr. 1922 (a. II, n. 5), compare: E. Reclus, L’evoluzione, la rivoluzione e l’Ideale anarchico.

La rivista cessò le pubblicazioni il 15 febb. 1923 (a. III, n. 2). Come è spiegato nell’allegato manifestino Agli amici, agli abbonati, ai lettori, quest’ultimo fascicolo per “un colpo di testa della reazione”, venne incriminato per l’editoriale Piaudite Cives e sequestrato in tipografia e potè essere distribuito solo tre mesi più tardi, una volta caduti i capi d’imputazione. Obiettive difficoltà — finanziarie e politiche, causa la recrudescenza del sistema repressivo fascista — avrebbero infine impedito il proseguimento delle pubblicazioni.


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

MF: P.i. a 190.
Be. N.
FN: IX. Ri. 643. (al n. del 5 dic. 1921 (a. I, n. 10), mancano le pp. 195-214).
MN: Per. P. 30. (Alla raccolta manca il n. 2 dell’a. III).
PAB. (Alla raccolta manca il n. 15 dell’a. II).


Complementi

 Collegamenti agli archivi
Servizio bibliotecario nazionale:  http://id.sbn.it/bid/CFI0360751
Servizio bibliotecario nazionale (altra rifer.):  http://id.sbn.it/bid/TO00190647

Anche: questo titolo sulla RebAl (Rete della Biblioteche Anarchiche e Libertarie)

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