Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0882

L’Azione anarchica = L’Action anarchiste

  • Sottotitolo: Sul solo n. 3 (28 apr. 1906): « Il pensiero per sollevare i deboli, la dinamite per abbattere i potenti » (Schicchi).
  • Luogo di pubblicazione: Ginevra.
  • Tipografia: Ginevra, Imp. Commerciale, rue Necker, 9.
  • Durata:
    • 14 apr. 1906 (a. I, n. 1) — 26 lug. 1906 (a. I, n. 4).
    • Interrompe la pubblicazione dal 28 apr. 1906 (a. I, n. 3) al 28 lug. 1906 (a. I, n. 4).
  • Periodicità: Settimanale.
  • Gerente: Henri-Louis Truan.
  • Formato:
    • cm. 36 × 51,3.
    • Dal 28 lug. 1906 (a. I, n. 4): cm. 39 × 55,3.
  • Pagine:
    • 2 + 2.
    • Dal 28 lug. 1906 (a. I, n. 4): 1 + 1.
  • Colonne: 5.
  • Prezzo: « La copia: 5 centesimi ».
  • Note tipogr.: Il n. 3 (28 apr. 1906) è stampato su carta rossa.

Nella circolare annunciante l’imminente apparizione del nuovo periodico (datata: Ginevra, genn. 1906 e firmata da H. Truan, Ch. Berrutti, R. Emma, C. Colombo, J. Rodoz, A. Gaito, A. Calvino, M. Graglia, G. Zanotti, J. Gay, Louis Tarrale e Calarne), avvertivano i redattori che la loro iniziativa era giustificata, fra l’altro dalla « necessità di reagire contro sempre maggiore degenerazione di coloro che tendono ad imbastardire la teoria anarchica fino a confonderla con rivoluzionarismo da burla di certi socialisti » (il testo della circolare è riprodotto in La Battaglia (S. Paulo) a. II, n. 70, del 4 mar. 1906). In realtà, questo richiamo alla tutela della purezza dottrinaria, intendeva solo anticipare una violenta campagna contro le istanze sindacaliste presenti nell’anarchismo, le quali, ad avviso dei compilatori, erano causa di ristagno del movimento e fomite di pericolose involuzioni autoritarie. «Oggi si può dire — affermavano, infatti, i redattori — che se una parte che tende a progredire di numero sempre più, si allontana sempre più dalle strettoie di un socialismo antiquato, l’altra parte, quella che detiene l’egemonia del movimento, se egemonia può dirsi l’influenza maggiore, tende a confondersi sempre più con quello ed accettarne le forme. È contro questo lento assorbimento che questi compagni subiscono da quando sono entrati nelle organizzazioni, a contatto coi maggiori camaleonti della politica operaia, che noi protesteremo e cercheremo di portare rimedio » (A tutti, n. 1, del 14 apr.). Sotto il tit. Constatazioni dolorose (n. 2, del 21 apr.), A. Curri rilevava inoltre che « una grande quantità di anarchici hanno … consacrato tutta la loro attività ad organizzare le masse degli operai incoscienti. Costoro hanno portato in esse organizzazioni gli stessi difetti, le stesse irrazionalità della società borghese. Da più di trent’anni che le organizzazioni si costituiscono esse non hanno mai dato un risultato tangibile, né nelle lotte operaie, né nell’incremento della propaganda. È giunta l’ora in cui il nostro silenzio su questo argomento sarebbe criminale e imperdonabile».

Gli attacchi libellistici che, per la sistematicità con cui erano stati avviati, hanno un sapore quasi provocatorio, non sopravvissero comunque al giornale, di cui seguirono la rapida agonia. Senza seguito sembrano essere rimaste, inoltre, le scarse polemiche che erano riusciti a sollevare e di cui si coglie una eco nell’editoriale del quarto n., apparso dopo un lungo intervallo di tempo da quello precedente. Cf. A. Curri, Noi e loro … Una risposta, n. 4, del 28 lug.

Il terzo n. uscì in veste speciale, in occasione del 1° Maggio e contiene, nelle pagine interne, oltre il manifesto bilingue L’Action Anarchiste au Peuple!, un appello Ai lavoratori italiani, perchè esprimano concretamente la loro disapprovazione, per l’annunciata visita del re d’Italia al Governo Federale.


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

I.I.S.G.
Bern, Lb.: Qf. 380/1.


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