- Sottotitolo: Dal 6 dic. 1924 (a. I, n. 2): Pubblicazione periodica.
- Motto:
- «La lanterna della verità fu [sic] paura solo ai furfanti». C. Desmoulins.
- A partire dal n. del 17 gennaio 1925 (a. II, n. 1) alla massima succitata viene affiancato il detto di E. Zola: «La verità è in cammino e nulla potrà arrestarla».
- Luogo di pubblicazione: Westfield, N.J. [ma: Philadelphia, Pe.].
- Durata: 7 nov. 1924 (a. I, n. 1) — 1 dic. 1925 (a. II, n. 3) [recte: 4].
- Periodicità: Varia.
- Redattore: Nicola Piesco; Luigi Velia; Carmelo Briguglio.
- Formato:
- cm. 32,5 × 48.
- Dal 6 dic. 1924 (a. I, n. 2): cm. 34,5 × 52.
- Dal 1 dic. 1925 (a. II, n. 3 [recte: 4]): cm. 38 × 53,5.
- Pagine: 4.
- Colonne:
- 4.
- Esce su 5 col. il n. 2, a. I (6 dic. 1924).
- Note tipogr.: I n. del 28 mar. e 1 dic. 1925 (a. II, n. 3 e 4) portano, rispettivamente, l’indicazione errata: a. II, n. 4 e a. II, n. 3.
IISG (Possiede: a. I, n. 1 e 2; a. II, n. 1, 3 e 4).
Pubblicazione sorta in funzione di una violenta polemica, portata avanti dai gruppi di Philadelphia, Pe. — rappresentato, questo, da R. Vella, N. Piesco e C. Briguglio — e di Westfield, N. J. (dove il giornale figurava pubblicato, anche se in realtà edito e stampato a Philadelphia) contro gli editori dell’organo anarchico nordamericano L’Adunata dei Refrattari e, più particolarmente, contro il suo principale redattore, Costantino Zonchello, cui venivano mosse una serie di accuse circostanziate. Nella polemica intervennero successivamente, anche.il «Gruppo Autonomo» di Providence, R. I., che si affiancò alle posizioni de La Sferza, «considerando che il silenzio ostinato di Zonchello di fronte alle accuse … non dimostra punto ch’egli è innocente» (cf. il «Comunicato» apparso sul n. 1, a. II, del 17 genn. 1925); e il gruppo di Detroit, Mieli., che nell’intento di comporre la vertenza, lanciò la proposta di affidare la soluzione della polemica al verdetto di un giurì d’onore, rappresentato, in questo caso, dall’intero movimento anarchico italo-americano, che avrebbe dovuto esprimere un giudizio in merito, a mezzo di apposita «circolare- questionario».
A tale proposta, il gruppo de La Sferza rispose diramando a sua volta una circolare interna (uno stampato di cm. 21,5 × 27,7, datato: Westfield, N. J., 19 sett. 1925), in cui si denunciava il «carattere prettamente settario e parziale» di tale iniziativa, nata — è aggiunto — «da gruppi sostenitori dell’Adunata». Mentre respingeva come inaccettabile, il progetto del referendum, il gruppo di Philadelphia ribadiva infine la richiesta di ottenere un confronto diretto con Zonchello, giustificando tale procedura, con la riservatezza che il genere di accuse imponeva: «I compagni ricordino questo: tra le accuse da noi mosse v’è qualche cosa che giammai potrà trattarsi pubblicamente sul nostro foglio, né su questionario, inquantochè arrecherebbero un grave danno al nostro movimento, oltre a nuocere alla libertà nostra e di terzi individui che con l’attuale polemica hanno nulla a che vedere».
Nessun accenno ad una soluzione della vertenza si ha nell’ultimo n., del 1 dic. 1925, nel quale si tornava a ribadire l’esigenza «di mettere le cose a posto e di prendere un salutare atteggiamento contro gli Alcestre De Ambris e gli immondi Rossoni dell’Adunata» (cf. Ai compagni). Poco dopo, d’altronde, Zonchello lasciò, «per sue ragioni personali» (come si legge nel laconico comunicato annunciante le dimissioni) la redazione dell’organo newyorkese, rimuovendo in tal modo, il più diretto pretesto ad un eventuale proseguimento della polemica. Con ogni evidenza non caddero invece, le cause che stavano a monte del dissidio, dal momento che prese di posizione altrettanto violente, nei confronti delle nuove gestioni del periodico nordamericano, si registrano anche nel corso degli anni immediatamente successivi e perdurarono, in pratica, almeno fino allo scoppio del secondo conflitto.