Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0683

La Nuova gente

periodico bimensile

  • Sottotitolo: Periodico bimensile.
  • Luogo di pubblicazione: San Paolo (Brasile).
  • Durata: 1 nov. 1903 (a. I, n. 1) — 15 nov. 1903 (a. I, n. 2). Il primo dei due n. è datato erroneamente: 1904.
  • Periodicità: Quindicinale.
  • Redattore: Giulio Sorelli.
  • Formato: cm. 33 × 50.
  • Pagine: 4.
  • Colonne: 4.

In seguito alla forzata sospensione di Germinai, nel mar. 1903, il gruppo che aveva dato vita al giornale, dovette limitare la propria attività editoriale alla pubblicazione di qualche n.u. occasionale, in attesa — affermava — « che un salutare risveglio fra i compagni non ci permetterà di riprendere le regolari pubblicazioni del nostro periodico ». Il 29 lug. di quello stesso anno, terzo anniversario del regicidio di Monza, venne lanciato il n.u. La Rivolta (vd.), nel quale si annunciava altresì l’intenzione di dare alle stampe (« se i compagni … non ci saranno avari di aiuti ») un secondo n.u., in occasione del successivo 20 sett. In tale data apparve, in effetti, La Nuova Gente, la cui uscita sembra intendesse preannunciare la ripresa delle regolari pubblicazioni dello scomparso periodico; o così lasciava perlomeno intendere una postilla redazionale, in cui si avvertiva che lo scritto di Benjamin Mota, L’Anarchismo, che ivi compare, « è il primo articolo di una serie che saranno continuati sul Germinai ». Per motivi che ignoro, questo progetto iniziale venne invece accantonato e al posto di Germinai (che ricomparve solo nel genn. dell’anno successivo) fu avviata — con lo stesso tit. del n.u. diffuso per il 20 sett. — la pubblicazione di un « periodico bimensile », della cui redazione s’incaricò l’anarchico fiorentino Giulio Sorelli, coadiuvato, per la parte amministrativa, da Luigi Magrassi.

La nuova pubblicazione, nonostante i propositi di proseguire « a costo di tutto e di tutti » lungo la « strada che ci siamo liberamente tracciata » (cf. Il nostro giornale, n. 1, del 1 nov.), ebbe una vita molto effimera. Subito dopo l’apparizione del secondo n., gli editori diedero già un primo annuncio di ritardo, avvertendo a mezzo di un comunicato apparso sulle colonne dell’organo confratello O Amigo do Povo (S. Paulo), del 22 nov. 1903, che a causa della « momentanea ausencia do camarada redactor, o numero correspondente a domingo 29 do corrente, serà publicado sòmente no dia do 13 do proximo dezembro ». In realtà, questo terzo n. del giornale non vide mai la luce, com’è confermato da un nuovo avviso, pubblicato sul n. del 17 genn. 1904 del cit. foglio paulista, in cui, mentre si forniva il rendiconto amministrativo dei due n. fino ad allora apparsi de La Nuova Gente, se ne notificava, al tempo stesso, la cessazione, avvertendo gli abbonati « do extinto periodico de lingua italiana » che in sua vece sarebbe stato loro inviato appunto O Amigo do Povo.

Di contenuto e impostazione più che modesti, La Nuova Gente si era presentato con l’impegno programmatico di « raccogliere, portare anche qua, nelle terre dei fazendeiros schiavisti e assassini, il grido di ribellione che echeggia ormai laggiù nella vecchia Europa » (cf. Il nostro giornale, cit.); ed allo scopo, i redattori avevano altresì sollecitato — come si apprende da una nota pubblicata nell’ultima p. del secondo n. — i « compagni dell’interno che avessero comunicazioni importanti da farci, riguardo agli abusi che commettono in questo disgraziato paese, i politicanti, i padroni, i fazendeiros e tutta quella gentaglia infingarda e ladra, che succhia le vene esauste del lavoratore », ad esporre «senza indugio quello che han veduto».

Rari furono in realtà, gli art. d’intervento e scarse le notizie di cronaca (tutte raccolte nella magra rubr. Da una quindicina all’altra). Abbondano al contrario, gli scritti di propaganda «spicciola». Vd., ad es., « Illeros », L’Anarchia propagata e discussa tra operai; Matilde Magrassi, Alle donne; « Neno Vasco » [i. e.: G. Nazianzeno Moreira de Queiroz Vasconcelos], Il ricco e il povero, etc. Da segnalare sono, eventualmente, una presa di posizione di A. Cerchiai contro il progetto di legge di espellere dal Brasile gli anarchici stranieri (Ai padroni della repubblica Brasiliana, n. u. del 20 sett.); ed una risposta della redazione ad una lettera di « Toscano » — che sollecitava l’avvio di una campagna in favore delle organizzazioni operaie » (cf., sul n. 2, del 15 nov., la rubr. Parla l’operaio — e dalla quale si rileva quantomeno la posizione del giornale nei confronti delle lotte sindacali. « Noi, — vi si legge — quantunque convinti che le Associazioni di mestiere non potrebbero arrecare alle condizioni economiche dei lavoratori che lievi miglioramenti, giacché è indubitato che i capitalisti avrebbero sempre il mezzo di togliere da un altro lato ciò che la forza associativa degli operai fosse riuscita a conquistare; purtuttavia vedremo con molto piacere ed appoggeremmo volentieri qualunque iniziativa tendente a riunire le forze, ora sparse del proletariato di S. Paolo. Le leghe di Resistenza, ciò è inconfutabile, addestrano l’operaio alla lotta; ivi il lavoratore si esercita alla pugna, si educa e ciò che è più importante rafforza colla ginnastica continua ed indefessa le proprie energie, senza contare che le Associazioni di mestiere sono dei veri focolai di solidarietà che è una delle armi, diremo quasi la più essenziale, che gli operai possano adoperare nelle lotte fra lavoro e capitale».


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

I.I.S.G.


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