Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0665

L’Asino umano

ragliata settimanale illustrata

  • Sottotitolo: Ragliata settimanale illustrata.
  • Motto: « Lavorare per vivere e non vivere per lavorare ».
  • Luogo di pubblicazione: S. Paolo.
  • Tipografia: S. Paolo, Typ. Hennies Irmào, Rua Caixa d’Aqua, 1.
  • Durata: [1893 (a. I, n. 1) ?] — 11 mar. 1894 (a. II, n. 26) — 25 mar. 1894 (a. II, n. 28).
  • Periodicità: Settimanale.
  • Direttore: [Felice Vezzani].
  • Gerente: Augusto Donati, redattore responsabile.
  • Formato: cm. 32 × 48.
  • Pagine: 4.
  • Colonne: 4.
  • Prezzo: « Un numero separato 200 reis ».
  • Note tipogr.: Sulla testata, una gustosa vignetta illustra allegoricamente, il programma del giornale. Da una delle lettere che compongono il tit., sortono infatti, i rappresentanti della borghesia, del clero, dell’esercito e della magistratura, raffigurati come pupazzi di minime dimensioni, che paiono cadere sotto i colpi d’un popolano dalla testa asinina, che regge nella mano sinistra una torcia e nella destra una mazza.

Seppure con una maggiore pretenziosità letteraria ed uno stile più pungente, il periodico fu in realtà la continuazione de Gli Schiavi Bianchi (vd.), l’audace giornaletto testimone delle prime lotte sociali di S. Paolo, di cui conservò lo stesso spirito polemico ed identiche finalità. Redatto e illustrato, con una serie di vignette satiriche, dallo stesso Vezzani, il foglio — oggi purtroppo, pressoché irreperibile — continuò infatti, « la campagna epuratrice contro i camorristi arricchiti ed i maggiorenti della colonia italiana », già avviata da Gli Schiavi Bianchi, nel corso del precedente anno (cf. M. Stanga, Il movimento sociale al Brasile, Rassegna cronologica, in « La Propaganda Libertaria » (S. Paolo), a. I, n. 3, del 31 ag. 1913).

Oggetto degli attacchi più feroci, sembra sia stato l’allora console d’Italia a S. Paolo, conte Antonio Compans de Brichanteau, per l’atteggiamento reazionario che manteneva nei confronti del proletariato della colonia italiana. Durante lo stato d’assedio del 1893, fu facile pertanto, al rappresentante della Legazione italiana, chiedere ed ottenere la soppressione del giornale, che dopo breve tempo non ebbe comunque difficoltà a risorgere. Nel mar. dell’anno successivo, i redattori manifestarono anzi, l’intenzione di trasformarlo in organo bisettimanale ed aprivano una sottoscrizione, per l’acquisto e la gestione in proprio di una tipografia, che avrebbe facilitato la realizzazione del progetto: « Siccome molti compagni e lettori dell’Asino avrebbero esternato il desiderio che non si curasse che della propaganda, mentre altri dicono che l’Asino va diventando troppo serio e lo vogliono sentir ragliare in senso umoristico-satirico, avendo la tipografia si potrebbe sciogliere la questione facendo un Asino ridente la domenica ed un Asino serio il giovedì ». Cf. Sottoscrizione per l’acquisto di tipi, a. II, n. 28, del 25 mar. 1894.

L’iniziativa non potè avere seguito, per un nuovo intervento delle autorità consolari italiane, che più non tollerando la presenza del troppo fastidioso giornaletto, ne decretarono la morte, denunciando i redattori quali dinamitardi, al Capo della Polizia e sollecitandone l’arresto e l’espulsione. Il 15 apr. 1894, una improvvisa incursione poliziesca al « Centro Socialista » di S. Paolo, portò all’arresto indiscriminato d’una quindicina di persone — cinque delle quali venivano rilasciate dopo i primi accertamenti, perchè riconosciute estranee alla vita del movimento — che si sospettavano appartenere alla redazione del giornale. Vd. Gli arrestati dei 15 aprile, in «L’Avvenire» (S. Paolo), a. I, n. 1, del 18 nov. 1894. Nel n. successivo del 2 dic. 1894, lo stesso periodico pubblicava anche, sotto il tit. Lo Stato. Il commento ai lettori, un interessante documento, steso dal Vezzani l’11 nov. nel carcere di Rio de Janeiro, dove si trovava ancora detenuto, in cui si denunciava apertamente il ruolo che nell’incredibile manovra persecutoria, era stato giuocato dal delegato consolare italiano. « Il Console — vi si legge fra l’altro — ed alcuni caporioni della colonia italiana di S. Paolo, erano furiosi per la pubblicazione di un giornale satirico, L’Asino Umano, che smascherava le loro vigliaccherie e sferzava il governo d’Italia, non risparmiando calci alla borghesia in generale, essendo politica- mente socialista. Tali individui, avvezzi a pensare colla testa dei padroni, credevano che L’Asino Umano fosse ispirato o scritto da alcuni giornalisti ed ex-giornalisti, non stimando quelli che lo scrivevano capaci di pensare colla loro testa, e perchè lavoratori, incapaci di esprimere le loro idee. Per tal modo non essendo contento il Console e complici di avere fatto sospendere il giornale per tutta la durata dello stato d’assedio, volle vendicarsi più ferocemente e designò al Capo di Polizia i nomi degli individui da lui creduti fattori ed ispiratori dell’asino, accusandoli di preparare per il 1o Maggio degli attentati alla dinamite e indicandoli quali soci del Centro Socialista ».

Nei due n. reperiti del periodico, troviamo, accanto a qualche scritto di propaganda, una serie di pungenti trafiletti contro la stampa coloniale italiana di S. Paolo; il testo di un messaggio di solidarietà con gli insorti di Sicilia e della Lunigiana, approvato dagli aderenti al « Circolo Socialista », nel corso della manifestazione indetta il 18 mar., per la commemorazione della Comune parigina (a. II, n. 28, del 25 mar. 1894); ed un breve profilo biografico di Saverio Merlino, dai redattori inserito nel n. 26, dell’11 mar., alla notizia che l’agitatore italiano era stato arrestato a Napoli, il precedente 30 genn. In entrambi i n., infine, la prima p. è illustrata da due grandi vignette satiriche, dovute al Vezzani, al quale si deve pure uno schizzo a penna di A. Vaillant, che figura in terza p., sul n. 26.


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

I.I.S.G. (Possiede i soli n. 26 e 28 dell’a. II, dell’11 e 28 mar. 1894).


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