Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Canaglia

organo dei martiri della miseria

  • Sottotitolo: Organo dei martiri della miseria.
  • Motto: “Pane e lavoro”.
  • Luogo di pubblicazione : Genova.
  • Tipografia: Genova, Stab. Artisti Tipografi.
  • Durata: 8 febb. 1874 (a. I, n. di saggio; ma: a. I, n. 1) — 22 febb. 1874 (a. I, n. 3).
  • Periodicità: Settimanale (“Si pubblica tutte le domeniche”).
  • Gerente: Pietro Marcenaro. Dal 19 febb. 1874 (a. I, n. 2) Ettore Scalfì.
  • Formato: cm. ’25 × 36.
  • Pagine: 4.
  • Colonne: 3.

Inclusa da Nettlau (Bibl. de l’anarchie, p. 121) tra i fogli internazionalisti e decisamente considerata “settimanale anarchico” da E. Conti, (Le origini del socialismo a Firenze (1860-1880), Roma 1950, p. 303), La Canaglia non può dirsi tuttavia, espressione d’una linea politica definita. A mezzo fra internazionalista e mazziniano, il giornale è piuttosto il portavoce d’un diffuso malcontento popolare, che si risolve in un’appassionata denuncia dei soprusi e degli “infami arbitri”, senza che la protesta riesca peraltro, a tradursi in forme concrete di lotte.

I mali sociali e la miseria popolare, non vi sono d’altronde interpretati in chiave classista: lungi dall’essere la diretta conseguenza d’uno sfruttamento organizzato, essi costituiscono “il risultato d’una pessima educazione, di una smania eccessiva di godimenti, di un difetto assoluto di sodi principii”. Inevitabile quindi, che un mutamento radicale delle strutture sociali, non venga neppure prospettato: è compito dei governanti risolvere questi gravi problemi e solo nel caso che essi non ne siano capaci, la Rivoluzione Sociale si renderà inevitabile (cf., sul “numero di saggio”, l’art. Pane e lavoro).

Vaghe aspirazioni libertarie ed egualitarie ed il miraggio di una società più equa, in cui siano realizzate alfine “l’eguaglianza universale e la sovranità popolare” (cf. l’editoriale Chi siamo noi?, a. I, n. di saggio), possono avere indotto Nettlau, prima, e quindi il Conti, a collocare La Canaglia tra i fogli internazionalisti anarchici. Sotto questo profilo, va posto allora in particolare rilievo lo scritto L’emancipazione operaia, apparso sull’ultimo numero. In esso, l’anonimo articolista, dopo aver rilevato che le leve del potere sono nelle mani di coloro che si distinguono “per illustre casato o per abbondanza di ricchezze”, mentre è la classe lavoratrice “quella a cui l’umanità più deve”, conclude affermando che “l’intera società potrebbe fare un gran passo verso il progresso”, qualora si riuscisse a realizzare “la nessuna esistenza di differenza di condizioni”. Ciò si potrà ottenere — è detto ancora — quando l’operaio “scacciato da sè ogni sorta di vizi e bandita ogni idea di superstizione, crederà in una solo fede: quella della libertà, cercherà di unirsi compatto, e di istruire sè e la sua famiglia. Allora suonerà l’ora di quel gran giorno e l’operaio inalberando la bandiera dell’eguaglianza potrà proclamare l’emancipazione operaia”.


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

Bibl. — G. Perillo, Internazionale e società affratellate nel Genovesato dal 1870 al 1880, in “Movimento Operaio e Socialista in Liguria”, a. V, n. 4 (lug.-ag. 1959), pp. 133-34; Victor Balestreri, Un giornale genovese di Punta: “La Canaglia”, Comunicazione al VI Congresso Nazionale di Storia del Giornalismo, Rimini 1967.

FN: Gi. II. 1250/13. (La raccolta risulta mancante “per alluvione”).
CLSS. (Copia fotografica)


Complementi

La Canaglia. — Genova. — a. 1 n. di saggio [n. 1] (8 febb. 1874) — a. 1 n. 3 (22 febb. 1974).

 Collegamenti agli archivi
Servizio bibliotecario nazionale:  http://id.sbn.it/bid/CFI0686806

Anche: questo titolo sulla RebAl (Rete della Biblioteche Anarchiche e Libertarie)

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