Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0829

L’Uomo nuovo

periodico anarchico; poi: periodico quindicinale anarchico

  • Sottotitolo:
    • Periodico Anarchico.
    • Dal 30 genn. 1917 (a. II, n. 3; o, forse, dal n. precedente, non reperito): Periodico Quindicinale Anarchico.
  • Luogo di pubblicazione: New York.
  • Durata: 1 dic. 1916 (a. I, n. 1) — 30 genn. 1917 (a. II, n. 3).
  • Periodicità: Quindicinale.
  • Formato:
    • cm. 18,5 × 26.
    • Dal 30 genn. 1917 (a. II, n. 3; o, forse, dal n. precedente, non reperito): cm. 21 × 29.
  • Pagine: 8.
  • Colonne:* 2.

Giornaletto di propaganda, « compilato da semplici operai » onde « contribuire … alla diffusione dell’ideale anarchico fra le masse lavoratrici ». Si dichiarava « foglio anarchico senza aggettivi » e quindi aperto « a tutti coloro che hanno qualche cosa di serio e di buono da dire »; ma in realtà espresse una tendenza fortemente antiorganizzatrice e mostrò piuttosto una disponibilità ad aperture verso posizioni individualiste. Vd., ad es., « La Sfinge », Il caso Tresca, a. I, n. 1, del 1 dic. 1916 (in polemica con L’Era Nuova di Paterson); J. R. Rinaldi, L’Anarchismo, a. II, n. 1, del 1 genn. 1917 (sostiene che l’anarchico non è organizzatole, inquantochè organizzazione significa supremazia di più faziosi » e che « gli anarchici, nel vero senso della parola, ritengono necessaria la libera iniziativa »); «Serpente», Aforismi zaratustriani, ibid.; «L’Ignoto», Come e perchè sono individualista?, a. II, n. 3, del 30 genn. 1917.

Temi ricorrenti furono ancora la guerra e l’antimilitarismo che offrirono anche lo spunto per un’appassionata invettiva contro quei « sovversivi guerrafondai, patriaioli, rin- negatori della idea di Libertà e di Giustizia che ieri professavano e bandivano in mezzo alla classe dei reietti»; ossia, contro quel gruppetto di intellettuali anarchici, che all’inizio del conflitto mondiale avevano fatta aperta professione di fede interventista. (« Satana », I Guerrafondai e Noi, a. I, n. 1, del 1 dic. 1916). Sull’ultimo n., infine, è da segnalare una energica protesta, per le persecuzioni poliziesche, di cui era fatto segno a San Francisco, Cai., Alessandro Berkman e il gruppo redattore di The Blast e che davano motivo all’articolista, per amare considerazioni sull’impotenza dei rivoluzionari di fronte ai soprusi della reazione; e, più ancora, sull’assenteismo di cui molti sovversivi davano prova, proprio nel momento in cui si rendeva più che mai necessaria una decisa presa di posizione: « E noi gridiamo alla vittoria, mentre l’ignominia e lo scherno ne affoga, ridicoli assertori d’idee umanitarie, eterni chiacchieratori di rivoluzioni di là da venire ed aspettiamo che i nostri ci vengano concessi dalla bontà untuosa dei governi protestanti o dalla dimostrazione abilmente curiale dell’innocenza loro e poi battiamo le mani a noi stessi e ci congratuliamo dello sforzo e ci rallegriamo della nostra forza, pavoneggiandoci come la servetta nell’ammirazione della nuova sottana. E via! confessiamolo: l’ardore rivoluzionario è sulla bocca, lo spirito di rivolta è lustra decorativa, la coscienza della ribellione è esercitazione retorica. Siam vigliacchi od impotenti. » (« Cizeta », E non basta?, a. II, n. 3, del 31 genn. 1917).

Il giornale, che dopo i primi n. aveva già fissato una periodicità quindicinale alle pubblicazioni, venne incoraggiato, dietro proposta del gruppo di Allentown, Pa., a trasformarsi in periodico settimanale: « Avremo così Cronaca Sovversiva per gli anarchici e gli studiosi, e L’Uomo Nuovo con qualche altro periodico, per la massa operaia, quella meno elevata e digiuna delle più elementari cognizioni ». (Per la vita del periodico, a. II, n. 3, del 31 genn. 1917).


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

I.I.S.G.. (Possiede i n.: 1 dell’a. lei dell’a. II, del 1 genn. 1917).
Firenze, Collezione privata Prof. Gino Cerrito. (Possiede il n. 3 dell’a. II).


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