Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0765

Bollettino d’informazioni dell’Unione anarchica italiana

  • Luogo di pubblicazione: [Marsiglia].
  • Durata: mar. 1938 (n. 1) — dic. 1939 (n. 14). La numerazione è progressiva.
  • Periodicità: Varia.
  • Redattore: [Marcello Gregori; Giulio Bacconi; Umberto Ceccotti].
  • Formato:
    • cm. 20,7 × 27,5.
    • Per il n. 6 (nov.-dic. 1938): cm. 19 × 28.
  • Pagine: 2.

Nei giorni 25 e 26 dic. 1937, si era tenuto a Marsiglia, allo scopo di unificare « le forze … esistenti in Francia, Belgio, Svizzera, America ecc., al di sopra ed al di fuori di questioni tendenziali », un « Congresso Nazionale degli anarchici italiani all’estero ». Fra le mozioni che risultarono approvate a chiusura dei lavori congressuali, figurò in primo luogo, la trasformazione della « Federazione Anarchica Italiana » (costituita in Francia nell’apr. 1936) in un nuovo organismo, da denominarsi « Unione Anarchica Italiana », onde rendere più esplicita la sua posizione federalista, che direttamente si richiamava ai postulati programmatici dell’UAI, approvati al Convegno di Bologna del 1920; la creazione di un organo a stampa, che fosse portavoce della risorta organizzazione (cf., alla scheda seguente, Il Momento); e, infine, la pubblicazione di un « Bollettino d’informazioni », la cui compilazione venne affidata, già in sede congressuale, al Comitato Nazionale dell’UAI Cf. Congresso Nazionale della Federazione Anarchica Italiana, in « Il Risveglio Anarchico » (Ginevra), n. 990 e 991, del 15 e 29 genn. 1938.

foglio periodico, destinato essenzialmente al collegamento interno ed al coordinamento dell’attività dei gruppi. Nel primo n. troviamo un appello ai compagni perchè attuino quel programma di lavoro e di organica ristrutturazione del movimento, concertati in sede congressuale. In particolare, vi si rilevava l’urgenza di intensificare la propaganda antifascista negli ambienti dell’emigrazione italiana e si sollecitavano i gruppi ad « esprimere il loro pensiero tenendo conto della qualità e della quantità dell’emigrazione italiana nella loro località e tenendo presente se gli emigrati sono lavoratori industriali o agricoli ». Allegato a questo n., figurava altresì il manifesto Lavoratori delle officine e dei campi, in cui si denunciava il fascismo quale « fattore propulsore di una nuova psicologia di guerra che minaccia di sospingere ancora una volta l’umanità nel baratro di nuovi massacri internazionali » e si sollecitava il proletariato italiano ad opporvisi energicamente, per accelerarne la disfatta, che sola avrebbe potuto garantire un processo di distensione internazionale. « La lotta contro il fascismo italiano per la sua decomposizione — vi si legge, infatti — è un problema di necessità e di carattere internazionali a cui gli anarchici italiani in particolare e gli antifascisti in generale debbono adoperarsi con tutte le loro forze affinché la disfatta del fascismo in Italia sia per il popolo spagnolo il principale fattore della sua vittoria e per l’umanità intera un sollievo. Che lo spirito di iniziativa e di guerra contro il fascismo italiano riprenda energicamente ovunque affinchè la sollevazione del proletariato precipiti la fine del mostro che tanto male ha fatto, ne fa e ne prepara per l’avvenire».

L’avvertimento a non confidare su possibili interventi militari contro il fascismo da parte di governi democratici, in quanto « la concezione di una guerra ideologica fra fascismo e antifascismo è una pura invenzione della Borghesia e dei suoi satelliti, i partiti socialisti e comunisti di tutti i paesi » e l’incitamento a liquidarlo piuttosto, sul terreno rivoluzionario, ricorrono ancora in altri due manifesti, pubblicati entrambi sul n. 5, dell’ott. 1938. Mentre nel primo (a firma « L’Unione Anarchica Italiana ») si chiedeva Agli operai, ai contadini dell’emigrazione italiana di compiere opera di disfattismo rivoluzionario in caso di conflitto, nell’altro, che a firma del « Comitato di Propaganda d’Italia », si rivolgeva All’emigrazione italiana di tutto il mondo, s’invocava una chiara presa di coscienza « della vera situazione interna e dell’opera perturbatrice che il fascismo ha svolto nel quadro internazionale » e si proponevano, con invito ad attuarle, alcune forme di lotta antifascista: « Campagna di odio contro il regime, boicottaggio della stampa fascista, delle sue scuole e di tutte le istituzioni fasciste all’estero, campagna contro i suoi consolati e ambasciate … Boicottaggio delle navi e dei prodotti italiani in ogni porto, in ogni paese in tutte le parti del mondo. Discredito del regime in tutte le sue imprese economiche per la sua instabilità finanziaria e politica. Bollare senza pietà le democrazie vicine e lontane che trescano con il governo italiano, smascherando e denunciando tutti i patti passati e futuri, atti di tradimento alla civiltà ed al progresso. Impedire con qualunque mezzo il libero sviluppo di avvenimenti sportivi od altro, aventi un carattere internazionale dove il regime fascista sia presente ».

Il n. successivo, ed ultimo per quell’anno (n. 6, del nov.-dic. 1938), apparve invece, sotto l’emozione evidente prodottasi alla notizia dell’invasione tedesca dei Sudeti e contiene, in prima p., un messaggio di solidarietà de L’Unione Anarchica Italiana ai compagni cecoslovacchi. Due gravi fatti politici si erano inoltre presentati all’attenzione degli osservatori internazionali: l’acquiescenza della Francia e dell’Inghilterra di fronte alla violenza nazista, in base alla quale si era reso possibile il trattato di Monaco del 30 sett.; e il disimpegno dell’Unione Sovietica, che « alleandosi diplomaticamente con gli Stati fascisti e democratici con i quali ha dei trattati militari », aveva in pratica, abbandonato la Cecoslovacchia alla sua sorte. Valutati in chiave anarchica — ossia considerati nella loro sostanza, senza tenere conto di tutte le giustificazioni diplomatiche e tattiche che si potrebbero addurre — i due fatti apparvero semplicemente una riprova delle complicità esistenti fra le classi dirigenti internazionali — poco importa se di tinta marxista o capitalista — che mentre ostentavano a parole la loro avversione al nazi-fascismo, dimostravano in realtà di sostenerlo. Da qui una nuova esortazione a non attendersi aiuti dai governi, per scardinare l’apparato fascista, che avrebbe ceduto solo sotto i colpi della diretta azione popolare.

Il Bollettino continuò a pubblicarsi, anche se in veste poligrafata, ancora per tutto il corso del 1939, testimoniando la vitalità dell’organismo di cui era emanazione, che riuscì a mantenersi attivo, sebbene costretto ad operare, in un clima politico, divenuto ormai proibitivo per lo svolgimento di attività, o anche di semplice propaganda, sovversive. L’ultimo n. uscì infatti, nel dic. 1939, ossia quattro mesi dopo l’entrata in guerra della Francia: dopo tale data, l’ulteriore aggravamento della situazione politica e militare, dovette con ogni evidenza impedire il mantenimento dei collegamenti interni e determinare, di conseguenza, lo scioglimento dell’organizzazione come tale.


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

I.I.S.G. (Possiede i n. 5, 6, 7, 9 e 14).
MF: P.i. a 97, 467. (Possiede il n. 9, del giu. 1939).
ACSR: Polizia Politica. Archivio Materia, b. 148, fase. 7. (Contiene copia del n. 5, dell’ott. 1938).
Raccolta privata dell’autore. (Per il n. 1).


Complementi

 Collegamenti agli archivi
Servizio bibliotecario nazionale:  http://id.sbn.it/bid/LO11371311
Biblioteca Franco Serantini:  http://bfsopac.org/cgi-bin/koha/opac-detail.pl?biblionumber=34152

Anche: questo titolo sulla RebAl (Rete della Biblioteche Anarchiche e Libertarie)

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