Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0753

Lotta anarchica

per l’insurrezione armata contro il fascismo

  • Sottotitolo: Per l’insurrezione armata contro il fascismo.
  • Luogo di pubblicazione: [Parigi].
  • Tipografia: I n. di nov. 1930 (n. 3) e mar. 1931, recano l’indicazione: Tip. speciale di « Lotta Anarchica ».
  • Durata:
    •  giu. 1930 (n. 1) — mar. 1931 (a. II [n. 1 = n. 4 della serie]).
    • i n. del 1930 manca l’indicazione dell’annata; quello del 1931 è, al contrario, privo di numerazione.
  • Periodicità: Varia (« Lotta Anarchica si propone di uscire … con una relativa periodicità ». Cf. la nota editoriale che compare in manchette sul n. 1, del giu. 1930).
  • Formato:
    • cm. 21 × 33,5.
    • Dall’ag. 1930 (n. 2): cm. 22,5 × 27,5. Per il n. di mar. 1931: cm. 22 × 32,3.
  • Pagine:
    • 2.
    • Esce a 4 pp. il n. 3 (nov. 1930).
  • Colonne:
    • 3.
    • Esce su 2 coll, il n. 2 (ag. 1930).
  • Note tipogr.: È stampato su carta riso.

La grave crisi economica in cui si dibattè l’Italia, intorno al 1930 — ed ammessa, d’altronde, per quanto prudentemente, dalle stesse autorità fasciste — doveva preludere, secondo l’analisi condotta negli ambienti dei fuorusciti, ad un processo di sgretolamento del fascismo. La situazione italiana, pertanto, venne giudicata matura per tentare un colpo di mano contro il Regime, ritenendosi oltretutto scontata, la disponibilità rivoluzionaria di larghi strati della classe lavoratrice, che non sembrava più oltre intenzionata a sopportare passivamente il peso maggiore del grave dissesto economico del Paese e dava segni manifesti d’insofferenza, se non di aperta ostilità, al fascismo.

Giustificato era, pertanto, il clima di euforia e di ottimismo — sottolineato in tutti i rapporti fatti pervenire, quell’anno, da « fonti confidenziali » alla Divisione di Polizia Politica — che aveva pervaso l’ambiente degli emigrati antifascisti, e degli anarchici, in particolare, ormai persuasi di poter determinare a breve scadenza, una sollevazione popolare contro la dittatura fascista. In effetti, le iniziative legate alla ripresa di questa lotta cospirativa, si moltiplicarono un po’ ovunque (particolarmente intenso, fu il lavoro per una vasta intesa internazionale, ritenuta indispensabile per poter fronteggiare la coalizione reazionaria, che con ogni probabilità si sarebbe formata per impedire la caduta del fascismo); anche se il maggior centro operativo restò alla Francia, che ancora raccoglieva il nucleo più consistente delle forze antifasciste. Mentre a Marsiglia tutte le operazioni sembra abbiano fatto capo a Domenico Zavattero (quasi 5000 franchi vennero rimessi direttamente a sue mani dagli anarchici d’America, per metterlo in condizione di effettuare il necessario lavoro organizzativo), a Parigi, l’impegno a coordinare le varie iniziative, venne assunto, invece, dall’Unione Comunista Anarchica dei Profughi Italiani (UCAPI), che tramite il suo « Comitato di Propaganda », s’incaricò anche di redigere un’edizione speciale di Lotta Anarchica, da destinarsi essenzialmente all’introduzione ed alla circolazione clandestina in Italia. (Recapito del giornale figurò il periodico parigino Le Libertaire, non solo per non esporre eccessivamente i redattori italiani, ma anche per mantenere il lavoro su un terreno neutro e non compromettere così, i rapporti con gli individualisti, in un momento che richiedeva la collaborazione di tutte le forze disponibili).

I primi due n. di quest’organo clandestino — usciti, rispettivamente, nel giu. e ag. 1930 — contengono dei manifesti incitanti il proletariato italiano alla rivolta armata contro le istituzioni fasciste o, comunque, a non farsi trovare impreparato in vista di tale eventualità. In particolare, il lungo manifesto che compare sul secondo n. (Lavoratori italiani, tenetevi pronti: il giorno della riscossa si avvicina. Gli anarchici saranno con voi in prima fila; firmato: « Il Comitato di Propaganda dell’U.C.A.P.I. ») notificava che, secondo voci non controllabili «ma che un contenuto qualsiasi devono avere», erano in atto delle manovre, di matrice filomonarchica, per liquidare senza scosse il fascismo attraverso un rimpasto ministeriale e riqualificare, in tal modo, i Savoia: « Si sussurra con insistenza che pel prossimo settembre si prepara l’abdicazione di re Vittorio; il principino Umberto gli succederà. Mussolini sarà mandato a spasso; il governo sarà assunto da un triumvirato Rocco-Federzoni-Badoglio; e non esiterà a lanciare l’esercito contro la milizia, se il fascismo vorrà opporsi alla soluzione con la quale si vorrebbe salvare la dinastia, e mettere a tacere le sue responsabilità. Buttare a mare il fascismo, ora che il naufragio minaccia tutti, e rabberciare l’italica barca in guisa che le istituzioni monarchiche e il regime capitalistico non ne soffrano danno, ecco il giuoco evidente. Le voci correnti non saranno precise, ma quello che è certo [è] che, nel crollo imminente, gli alti poteri dello Stato e i magnati dell’industria, dell’agricoltura, della finanza vorranno eliminato per essi ogni pericolo di colare a Dicco. Normalizzeranno la situazione, senza che nulla venga cambiato nelle basi». Da qui, pertanto, l’esortazione ai lavoratori a non lasciarsi sedurre da questi « blandi rimaneggiamenti normalizzatori », che avrebbero lasciate sostanzialmente intatte le vecchie strutture fasciste, e ad intervenire per decidere sul terreno rivoluzionario i problemi del Paese.

La delusione per l’immobilità di una situazione che si era ritenuta decisamente pre-insurrezionale, traspare invece, con ogni evidenza, nel n. successivo, diffuso dopo un intervallo di circa tre mesi, nel nov. 1930. Nell’art. di fondo (Anarchici! Mobilitiamoci!), è infatti, contenuto un appello ai « troppi compagni che s’appartano disgustati » (grassetto nel testo), affinchè non cedano allo sconforto e riprendano il loro posto di lotta. Amare considerazioni faceva, inoltre, l’anonimo aut. dell’art. Inutile lottare, nel constatare la generale apatia e l’indifferenza qualunquista di cui aveva dato prova, di fronte a tutti i solleciti rivoluzionari, il popolo italiano, che se « non è un branco di schiavi » — diceva — «non è nenpure un popolo uso a libertà e di libertà geloso». Per cui è intuibile che, semmai vi sarà un domani, la rivolta, essa «non sarà morale», quanto piuttosto «lo scoppio di un generale malcontento egoistico, di una esasperazione di ventri vuoti». L’unico intervento che in questo n. riveli ancora un certo mordente, è l’art. Belve nell’agonia (anonimo, ma dovuto alla penna di Domenico Zavattero), nel quale veniva ancora una volta sottolineata l’urgenza di approfittare di una situazione ormai matura, per passare decisamente al contrattacco.

Nonostante questo clima di generale sfiducia, gli anarchici della regione parigina aderenti all’U.C.A.P.L, ribadirono, nel corso del Convegno di Parigi del Io genn. 1931, la necessità di portare avanti il lavoro d’intervento in Italia e di proseguire nella pubblicazione clandestina di Lotta Anarchica. (Cf. Un trentennio di attività anarchica, 1914-1945, Cesena 1953, p. 971. In effetti, nel mar. 1931 vide ancora la luce un n., contenente i due manifesti-appello Alle madri proletarie e Giovani d’Italia: insorgete!, con cui s’invitavano 1e donne e i giovani antifascisti a compiere opera di boicotaggio e di sabotaggio « su tutto quanto è cosa, istituzione ed opera del fascismo », ed a tenersi pronti in caso d’insurrezione generale.

II constatato sbilancio fra sforzo operativo (non lievi, fra l’altro, erano i rischi e le difficoltà a far penetrare materialmente il giornale in Italia) e risultati pratici che se ne potevano ottenere, dovette infine consigliare l’U.C.A.P.I. a non persistere in questa iniziativa, politicamente infruttuosa, tanto che dopo l’apparizione di questo n., Lotta Anarchica venne definitivamente soppressa, nella sua edizione clandestina.


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

I.I.S.G.
MF: P.i. a 97,471. (Possiede i n. 1 e 3 del 1930).
C.I.R.A. (G) (Possiede il n. 3, del nov. 1930).
Paris, BDIC: Q. pièce 219 Rés. (Possiede il n. 3, del nov. 1930).
Be. N (Possiede il n. del mar. 1931).


Complementi

 Collegamenti agli archivi
Servizio bibliotecario nazionale:  http://id.sbn.it/bid/IEI0094596
Biblioteca Franco Serantini:  http://bfsopac.org/cgi-bin/koha/opac-detail.pl?biblionumber=36237
CIRA Lausanne:  http://www.cira.ch/catalogue/index.php?lvl=notice_display&id=200529

Anche: questo titolo sulla RebAl (Rete della Biblioteche Anarchiche e Libertarie)

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