Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0617

La Libera parola

periodico settimanale libertario

  • Sottotitolo: Periodico Settimanale Libertario.
  • Luogo di pubblicazione: Rosario de Santa-Fé.
  • Durata: 29 apr. — 1 mag. 1900 (a. I, n. 1).
  • Periodicità: « Esce tutte le domeniche ».
  • Redattore: Romolo Ovidi.
  • Formato: cm. 33 × 47,8.
  • Pagine: 4.
  • Colonne: 4.
  • Note tipogr.: La quarta pag. è bianca e reca la dicitura « Disponibile » e, in basso, l’avviso pubblicitario: « Establecimiento tipografico A. M. Laurin. Gerente F. Fumo … Especialidad en trabajos comerciales etc. ».

Nell’art. di presentazione (Incominciamo), avvertono i redattori, che la nuova pubblicazione, più che un giornale, vuole essere « una tribuna, una palestra, dedicata al popolo, perché impari a conoscere dove sta il punto preciso della libertà sua; dedicata ai giovani entusiasti per tutto ciò che è nuovo, per tutto ciò che è buono, per tutto quello che può apportare luce, aria pura, bene ossigenata, nei polmoni del lavoratore, attossicati dai miasmi dell’officina, dalle infezioni sociali». Essa, «nella misura del possibile perché lo spazio è piccolo », sarà altresì « aperta in qualunque idioma » e a « tutti gli animosi, a qualunque contrada del mondo appartengano ». A collaborarvi venivano, infine, invitati « tutti coloro che ragionano secondo la critica dei tempi, che non sono cristallizzati, che si muovono, che agiscono nel senso della ricerca del vero ».

Nonostante gli ambiziosi progetti, l’iniziativa non andò oltre la pubblicazione del primo n. Vi compare uno scritto di O.[vidi], in polemica coi socialisti legalitari (Parlamentomania) ; una esaltazione retorica del 1 Maggio; il consueto notiziario delle attività sovversive (al di là dell’Oceano) ; oltre una collaborazione, in lingua spagnola, di « Gavroche » (Espíritu revolucionario), che inaugura una rubr., dal tit. pomposo di Sezione Cosmopolita.

In seconda p., infine, un comunicato (Al Popolo in generale), notificava il proposito dei redattori di concedere spazio, sulle colonne del giornale, « a qualsiasi genere di reclamo, acciocché i soprusi e le ingiustizie, che in nome della legge, della forza o dell’autorità, appaiano alla luce del sole ». Quasi un impegno, cioè, a non contenere il periodico entro i limiti fumosi della « propaganda popolare e scientifica » e del dibattito teorico, garantendone l’eventuale disponibilità, come organo d’intervento.


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

I.I.S.G.


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