Bettini

Bibliografia dell’anarchismo : periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana, 1872-1971

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Bettini-0024

Il Lavoratore

periodico operaio settimanale

  • Sottotitolo: Periodico operaio settimanale.
  • Motto: “Sempre Avanti!.
  • Luogo di pubblicazione: Genova.
  • Tipografia:
    • Genova, Stab. Tip. di T.P. Ricci.
    • Dal 5 giu. 1881 (a. I, n. 3): Tipografia L. Dellacasa.
  • Durata:
    • 13 febb. 1881 (a. I, n. 1) 19 giu. 1881 (a. I, n. 5).
    • Interrompe le pubblicazioni dal 27 febb. 1881 (a. I, n. 2) al 5 giu. 1881 (a. I, n. 3).
  • Periodicità: Settimanale. (“Esce tutte le domeniche”).
  • Gerente: Giovanni Giacomo Mangiapane.
  • Formato:
    • cm. 31,5 × 43.
    • Dal 5 giu. 1881 (a. I, n. 3): cm. 27 × 37.
  • Pagine: 4.
  • Colonne:
    • 4.
    • Dal 5 giu. 1881 (a. I, n. 3): 3.

Operaista intransigente, il foglio genovese, pur senza proclamarsi apertamente anarchico, denuncia un programma di chiara impostazione antiautoritaria ed egualitaria. “Generosi quanto i borghesi sono stati egoisti — scrivono i redattori nell’articolo-programma (a. I, n. 1) — noi non propugneremo la nostra emancipazione per imporci ad essi, ma sibbene per inaugurare una nuova Società, in cui non vi sieno nè padroni nè servi, ma uomini eguali nei diritti e nei doveri; lavoratori percepenti l’intero frutto del loro lavoro; Società in cui le donne non devono essere costrette a vendersi per vivere, ma eguali agli uomini, devono anch’esse usufruire dei diritti e adempire i doveri. Intanto, per ora, crediamo utile propugnare la formazione d’una Associazione fra i lavoratori italiani, allo scopo d’intendersi sulla scelta dei mezzi da adottarsi per giungere più presto all’attuazione delle comuni aspirazioni”.

Altrettanto decisa è poi la scelta tattica, operata in senso rivoluzionario: “La storia ci insegna una grande esperienza: Mai un’idea nata e sviluppatasi nel popolo — idea di progredire o di abbattere un privilegio — ha potuto trovare la sua applicazione, trasformandosi in realtà, senza la rivoluzione. Per questo siamo autorizzati a credere, come crediamo, che anche il Socialismo non si muterà da idea in fatto, che attraverso a delle rivoluzioni. In questo senso noi siamo rivoluzionari” (“Ardito”, Evoluzionisti o rivoluzionari?, a. I, n. 2, del 27 febb. 1881). Nel penultimo n., infine (a. I, n. 4, del 12 giu.), sotto il tit. Programma socialista e mezzi per attuarlo, viene posto in evidenza un lungo brano di una conferenza di Tito Zanardelli, che dopo aver rilevato che lo Stato “è l’espressione massima dell’autoritarismo, un’istituzione di semplice polizia, un produttore di disordine, il gendarme delle proprietà mal’acquistate, un intruso nelle relazioni tra uomo ed uomo, un vampiro, un parassita”, così conclude: “Perciò noi siamo cogli anarchici contro lo Stato, finché non sarà l’opera delle Collettività o dei Comuni, un’istituzione puramente economica per l’esercizio di servizi pubblici, e combat- termo con essi per la sua totale distruzione. Il nostro programma dunque, si riassume in due capi: Diritto collettivo sullo Stato — mezzo, la Rivoluzione; Diritto collettivo sulla proprietà — mezzo, l’Espropiazione. Ma siccome non possiamo procedere all’espropiazione, senza passare per la Rivoluzione, così non ci resta pel momento che lavorare per la Rivoluzione… Una cosa però deve precedere il tutto ed è l’unione di tutte le frazioni del gran partito socialista, imperocché la comunanza di scopo e la concordia, genera la cospirazione dei mezzi. Alla coalizione dei partiti monarchici e borghesi opponiamo la lega delle così dette forze sovversive e la Rivoluzione sarà presto un fatto compiuto”.

Largo spazio è concesso alla rubrica “Movimento Sociale”, con nutrite corrispondenze da varie zone dell’Emila-Romagna (Bologna, Imola, Cesena, Rimini), della Toscana (Livorno, Pisa, Carrara), da Roma, Milano, Alessandria. Intensa è anche la corrispondenza con l’estero (in Svizzera ha contatti col gruppo del Révolté e con E. Covelli, allora redattore, a Ginevra, de I Malfattori), che rivela una tessitura organizzativa piuttosto notevole. In Appendice agli ultimi tre n., viene pubblicata: La Rivoluzione del 18 marzo 1871.

Particolarmente perseguitato, il foglio fu costretto, col secondo numero, a sospendere per qualche mese le pubblicazioni (cf. l’editoriale Sempre Avanti!, sul n. 3, del 5 giu., in cui sono spiegate le cause della forzata sospensione). Le riprenderà, per qualche numero, nel giugno dello stesso anno, annunciando anzi (n. 5, del 19 giu.,), “Agli amici, ai compagni, ai lettori del Lavoratore”, che “principiando da domenica 26 giugno corrente, Il Lavoratore uscirà illustrato”; ma non sembra che il giornale abbia effettivamente continuato a pubblicarsi, dopo l’ultimo numero segnalato.


Anziani luoghi di consultazione (1971) / bibliografia:

FN: GF. B. 6. 15.
GU: Giorn. 354.(Possiede i n. 4 e 5).


Complementi

 Collegamenti agli archivi
Servizio bibliotecario nazionale:  http://id.sbn.it/bid/CFI0415778

Anche: questo titolo sulla RebAl (Rete della Biblioteche Anarchiche e Libertarie)

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